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Il debito pubblico? Lo abbiamo già pagato!

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mercoledì 25 aprile 2012
Di seguito un commento alla tabella riportata sopra a cura di G.Z. del forum Cobraf:

Ho finalmente trovato i numeri e uno studio che mostra che nel caso dell'Italia il debito pubblico attuale di circa 1.950 miliardi (2011) è pari alla somma cumulata di tutti gli interessi, cioè il debito è dovuto agli interessi, il problema del debito è solo che da 30 anni ci si pagano sopra interessi reali pazzeschi

(la tabella si ferma al 2007 con un valore del debito pubblico totale di 1.663.353 e un valore totale degli interessi pagati dal 1990 al 2007 di 1.605.543. Le due cifre sono identiche nel 2007 e se aggiorni i dati vedi che pagando circa 50 miliardi l'anno di interessi (ma quest'anno saranno 70 miliardi di euro) il totale del debito pubblico, che è di circa 1.950 miliardi di euro è esattamente pari agli interessi pagati)

Come dice Martin Amstrong nella sua ultima intervista "... l'idea che [il governo] prenda sempre a prestito senza estinguere mai il debito e che sia meno inflazionistico finanziarsi emettendo bonds invece che emettendo moneta... è pura follia... Se in USA avessimo emesso moneta per finanziare i deficit pubblici il nostro debito pubblico sarebbe il 40% di quello attuale.." (cioè sarebbe circa 4mila miliardi invece che 10mila miliardi di dollari)

Ma in Italia se avessimo emesso moneta per finanziare i deficit pubblici il nostro debito pubblico sarebbe probabilmente quasi zero ! Perchè da noi il peso degli interessi nel creare debito è stato molto maggiore, perchè il debito in % del PIL è intorno al 100% da quindici anni per cui gli interessi si applicano ad una massa maggiore e perchè il bilancio dello stato è in avanzo (al netto degli interessi) dal 1993 circa. Il calcolo esatto non lo tiri fuori subito dall tabella in fondo, perchè ci sono alcune complicazioni minori, ma intuitivamente invece di circa 2.000 miliardi di euro di debito pubblico ne avremmo circa zero. Questo può sembrare strano, ma ci di dimentica che dai primi anni '90 la differenza tra spese dello stato e tasse è positivo o pari, il bilancio è in attivo e il deficit è prodotto solo dal peso degli interessi. In pratica lo stato italiano SE AVESSE EMESSO MONETA INVECE DI EMETTERE TITOLI DI STATO per finanziarsi, avrebbe ripagato dal 1993 in poi tutto il debito !

"Risulta anche che dal 1980 al 2007 lo Stato ha mediamente e complessivamente garantito ai suoi creditori una remunerazione di 4,2 punti percentuali superiore al tasso di inflazione. In realtà, ha fatto peggio: infatti la somma degli interessi sarebbe stata inferiore a quella effettivamente pagata, perché il punto finale è più o meno lo stesso, ma non così il percorso, come si vede dalla figura....Ad un tasso composto di questo valore, comunque, il capitale raddoppia in termini reali (non nominali) in 17 anni.

Direi che i signori creditori sono stati trattati per niente male....". Questo è allucinante. Lo stato è l'unico che può garantire il rimborso del tuo capitale a 100, le azioni e le obbligazioni corporate non possono perchè vanno falliti e hanno crac per cui lo stato dovrebbe pagare appena più di un conto corrente, diciamo uno 0.5% più di un c/c

Questi numeri mostrano che dopo aver per 25 anni ingrassato la rendita finanziaria, lo stato italiano deve risolvere il problema del debito semplicemente pagando di interessi, l'1% invece del 5%. Fine della storia. Altro che 90 miliardi di euro di stangate fiscali. Per legge lo Stato italiano decide che pagherà l'1% sui titoli di stato, prendere o lasciare, garantendo però allo stesso tempo che varranno sempre 100 alla scadenza perchè dichiara che li accetta per pagare le tasse. Fai così e il problema lo risolvi immediatamente. Nessuno infatti venderà più dei BTP facendoli crollare sul mercato, perchè sarebbe un idiota visto che poi aziende, banche e famiglie residenti italiane glieli comprerebbero a prezzi ad esempio di 90 o di 80 per pagare le loro tasse a 100 guadagnadoci. Lo stato italiano per legge NON DEVE PAGARE PIU' DELL'1% e ha i mezzi legali ed economici per farlo.

COMMENTO DI NUOVA DESTRA SOCIALE:

 C'è poco da commentare di fronte a dati certi ed illustrati da una tabella. Tuttavia ci sia consentito di affermare, non senza un pizzico di orgoglio, che "L'avevamo detto!". Già da tempi non sospetti, ovvero dalla nostra fondazione, infatti,  abbiamo sempre sostenuto battaglie di sensibilizzazione dell'opinione pubblica contro la finanza transnazionale, che, sempre più sta dimostrando di governare il mondo, aldilà dei governi, ormai ridotti nel cosiddetto mondo occidentale e "democratico" a poco più che fantocci e, nel resto del mondo, obbligati "manu militari" a sottomettersi ai voleri dei "grandi burattinai". Per fortuna il gioco, ormai è stato scoperto e sono sempre di più i Partiti ed i Movimenti cosiddetti estremi che, anche nella lobotomizzara vecchia Europa riescono ad ottenere grandi successi (l'ultimo esempio il Front National di Le Pen in Francia,, col suo strepitoso 20%).
Siamo quindi sicuri che presto, anche in Italia, il popolo bue si sveglierà e smetterà di credere alla favoletta dell'Euro Felix cominciando a dare forza anche alle forze veramente rivoluzionarie in termini di idee ed ideali (le due parole non sono sinonimi) quali siamo noi di Nuova Destra Sociale che non ci siamo venduti finora, malgrado le sirene dei grandi della politica abbiano cantato forte, provocando anche diverse scissioni, e non ci venderemo neanche in seguito, perchè il nostro obiettivo, come ben sanno i nostri militanti e simpatizzanti di vecchia data, non sono le poltrone, ma il futuro glorioso stesso dell'Italia che è stata centro di un impero che ha, veramente, nei secoli, esportato cultura e valori assoluti, e tale deve tornare ad essere.

Ultimo aggiornamento (Giovedì 26 Aprile 2012 08:52)

 

Sono davvero gli ultras del calcio il male assoluto?

Documenti - Politica Nazionale

Assistiamo, in questi giorni, ad un nuovo attacco mediatico contro il  Movimento
Ultras Italiano, giustificato dai fatti accaduti domenica scorsa allo stadio di
Genova.
Lungi, ovviamente, la volontà da parte mia, di giustificare atti violenti od illegali,
ma una riflessione su tali fatti è doverosa e necessaria.
Anche in questo caso andrò controcorrente, ma ritengo sia necessario farlo per
chi si occupa di politica in modo intellettualmente onesto.
Veniamo quindi al dunque: Il mondo del calcio (che è bene ricordarlo è solo un
gigantesco specchio della società della quale riflette i vizi e le virtù), è alle
prese, ormai da anni, con scandali di ampie dimensioni, legati alla disinvoltura
finanziaria delle società ed alle scommesse.
Tali scandali, rappresentano, soprattutto quelli legati alle scommesse, una vera
e propria truffa, anche allo Stato, in quanto veicolano quantità impressionanti
di soldi sporchi e falsano le classifiche che ormai vengono decise a tavolino,
indipendentemente dai meriti sportivi acquisiti sul campo dalle squadre.
Eppure, malgrado la loro evidente gravità, tali scandali, dopo pochi giorni
vengono dimenticati dai media, che, invece, non si scordano mai degli ultras,
considerati da tutti, il male assoluto del calcio, senza considerare però che sono
proprio loro a far girare gli interessi che gravitano intorno al mondo del pallone.
Se, infatti, nessuno andasse più allo stadio, facesse gli abbonamenti alle pay tv,
comprasse marchandising calcistico e giornali sportivi, che ne sarebbe del
calcio? Semplicemente sparirebbe essendo uno spettacolo sostanzialmente
effimero. Eppure anche se effimero, il calcio, continua ad attirare milioni di
persone che lo rendono vivo con la loro passione per i colori delle proprie
squadre e con i sacrifici che fanno, specialmente gli ultras, per seguire sempre
ed ovunque la squadra del cuore. E' sbagliato quindi, alla luce di quanto detto
sopra che è un dato di fatto innegabile, affermare che le squadre sono degli
ultras, che generazione dopo generazione, sono sempre presenti, mentre i
presidenti, come i giocatori passano? Evidentemente no! Quindi perchè
scandalizzarsi se gli ultras del Genoa, evidentemente seccati per gli scarsi
risultati ottenuti dalla propria squadra, senza nessuna violenza, hanno costretto
i giocatori a dar loro le maglie, ritenendoli indegni di indossarle? E perchè Sculli,
non lo ha fatto? Perchè, e questo conferma la tesi, gli ultras lo considerano,
comunque uno di loro, ovvero uno che, non solo gioca nella squadra del Genoa,
ma la ama, a differenza dei suoi compagni considerati solo dei mercenari.
Mi fanno quindi sorridere tutti i sociologi da salotto che su giornali e televisione
parlano di "giocatori umiliati in pubblico". Ma quale umiliazione!
Il gesto degli ultras genoani è stato dettato solo dalla voglia di ricordare ai
giocatori chi veramente manda avanti il business per cui i giocatori stessi sono
pagati, ovvero coloro che vanno allo stadio ed hanno il sacrosanto diritto di
incazzarsi se i loro beniamini giocano male.
Peraltro tale gesto ha sortito se non altro l'effetto di far sì che dopo la ripresa
della partita il Genoa abbia segnato almeno un goal, limitando la vera
umiliazione di una sconfitta pesante della squadra.
Si può quindi definire quanto accaduto a Genova come una forma di amore
estremo per la propria squadra?
Sì, e, del resto, è proprio questo il vero significato della parola ultrà (oltre),
ovvero quello di un amore estremizzato che va oltre i normali canoni
del politicamente o moralmente corretto, che impedisce a tanti esponenti politici
(che magari negli anni della loro gioventù facevano ben di peggio, prendendo a
sprangate gli avversari o tirando le molotov) di trovare soluzioni al fenomeno
che non siano solo ed unicamente repressive, da vero e proprio stato di polizia,
con arresti in flagranza differita (fino a 48 - 72 ore dopo il fatto, dov'è la
flagranza?), divieto di accesso agli stadi (il famigerato Daspo) emesso senza
sentenza di alcun giudice, trasferte vietate in violazione al diritto di libero
movimento dei Cittadini sancito dalla Costituzione ed altre amenità varie.
Eppure le soluzioni ci sarebbero, ma, come al solito si è abdicato alla legge del
libero mercato e si è ridotto anche il calcio, che è qualcosa di metafisico,
proprio per le passioni ed i sentimenti che muove, a pura merce, con giocatori,
che, sì, sono ben pagati, ma sono anche ostaggi dei procuratori che,
per guadagnare di più (si prendono anche il 20-30% dell'ingaggio del calciatore,
il che è un vero scandalo perchè guadagnano sul lavoro altrui),
li spingono a cambiare squadra ogni anno o quasi, scatenando così reazioni
come quelle dei tifosi genoani domenica.
La soluzione è semplice e si chiama AZIONARIATO POPOLARE OBBLIGATORIO!
Basta con presidenti falsi mecenati, perchè nessuno può essere così ingenuo da
credere che imprenditori di livello elevatissimo, si divertano a buttare miliardi di
euro nel calcio, senza riceverne niente in cambio, questo poteva succedere
nella Firenze dei Medici, non nel XXI secolo.
Con l'azionariato popolare obbligatorio, verrebbe finalmente riconosciuto il ruolo
di proprietario del tifoso, gli acquisti spregiudicati si limiterebbero a quelli
realmente possibili per le casse delle società, le scommesse illegali sparirebbero,
perchè essendo azionisti i tifosi ne riceverebbero un danno economico diretto
ed i campionati sarebbero più interessanti poichè le squadre, partirebbero, più
o meno alla pari (certo quella che ha milioni di tifosi, avrà sempre e comunque
più disponibilità economiche di quella che ne ha poche migliaia, ma questo è
logico ed ineliminabile).
Inoltre, occorre tornare a campionati con meno squadre, proprio per ridurre il
fenomeno delle scommesse, poichè con troppe squadre che non hanno più
alcun obiettivo da raggiungere la parte finale del campionato è ovviamente
esposta a combines da parte dei giocatori di tali squadre.
Oltretutto la riduzione del numero di partite giocate favorirebbe anche la salute
degli atleti stessi, perchè non si può escludere che la morte del povero Morosini
poche settimane fa, possa essere anche il frutto di un superlavoro agonistico
che potrebbe aver fatto saltare il suo cuore.
Ultima riforma necessaria per il mondo del calcio è poi il ritorno alle partite
giocate tutte in contemporanea la domenica pomeriggio.
Ciò non per nostalgia dei bei tempi passati, ma proprio per contrastare ogni
possibile aggiustamento delle partite stesse, favorito dalla conoscenza del
risultato delle dirette antagoniste.
Si dirà, "Ma così facendo le società perderebbero i soldi delle pay tv e degli
sponsor"! Ma chissenefrega! Rispondo io, tali introiti con l'introduzione
dell'azionariato popolare, che come ho già spiegato, ridurrebbe le spese di
acquisto ed ingaggio dei calciatori, servirebbero meno e quindi non sarebbero
così necessari.
Meglio avere uno stadio pieno in Italia che giocare una finale di Supercoppa
Italiana a Pechino con omini cinesi messi lì come burattini per tifare a caso per
l'una o l'altra squadra, solo perchè il tycoon di turno ha pagato i diritti televisivi
per il mercato asiatico.
Senza contare che il maggior afflusso di tifosi spingerebbe anche la ripresa
economica Italiana, perchè sarebbe probabilmente necessario ricostruire tutti
gli stadi Italiani con un contributo importante quindi al settore edilizio ed al suo
indotto.

Luca Monti
Segretario Nazionale Nuova Destra Sociale

Ultimo aggiornamento (Giovedì 26 Aprile 2012 09:53)

 

Come ogni anno con la bella stagione ripartono le attività del Rifugio delle Aquile

Circoli - Rifugio delle Aquile



Come ogni anno, con l'inizio della bella stagione, ricomincia l'attività del "Rifugio delle Aquile" il nostro circolo ricreativo indipendente, dove, immersi nel verde delle colline fiorentine, i giovani delle Tigri Italiane, e non solo, possono divertirsi in allegria tra tornei di varie discipline ludico-sportive, e ristorarsi con panini, primi piatti, aperitivi e bibite varie, aiutando così le stesse Tigri Italiane a mantenersi in vita per poter continuare le proprie attività politico-culturali alternative a quelle portate avanti dalla cultura "politicamente corretta" che vorrebbe i giovani tutti uguali nel modo di vestire, di mangiare e di divertirsi. Attenzione però, noi non siamo Casa Pound (che peraltro rispettiamo, ma dalla quale ovviamente divergiamo) e quindi le nostre attività non possono definirsi futuriste, poichè non abbiamo la pretesa di costruire il futuro, ma l'orgoglio di viverlo, tramandando nel presente il passato, senza il quale il futuro stesso non avrebbe senso. In questo concetto ci ispiriamo a Giano, il dio dei Romani, che, non a caso, era bifronte, proprio per poter contemplare il passato ed il futuro, vivendo il presente. Chi ci verrà a trovare, quindi, (ri)proverà il piacere di giocare a Risiko, a Subbuteo, a Scacchi, a Freccette (quelle con le punte metalliche, non le anonime elettroniche) e di leggere buoni libri (non necessariamente di politica), il tutto in compagnia di Camerati e nella contemplazione della natura che già di per sè è un valore aggiunto in una città come Firenze, dove, malgrado da tempo immemore, comandi la sinistra, che da sempre si proclama ambientalista, si continuano ad abbattere alberi per costruire ecomostri e/o inutili opere pubbliche quali la tramvia. Vi aspettiamo numerosi e vi terremo informati sulle attività della stagione primavera-estate 2012. Nobis! Sursum Corda!

 

Salvate il Partito Ryan!

Documenti - Politica Nazionale

Questo articolo ha un titolo ad effetto e strano, cercherò quindi di spiegarlo. Si tratta, infatti di una difesa della cosiddetta partitocrazia, o meglio della difesa della funzione politica e decisionale dei Partiti. Detta così sembrerebbe una cosa ovvia, per quale motivo, infatti, un Partito come Nuova Destra Sociale, dovrebbe scrivere contro altri Partiti? In realtà Nuova Destra Sociale, è sì un Partito, ma è anche e soprattutto una vera forza popolare che non vive di finanziamenti pubblici e/o privati, nè palesi, nè occulti, anzi se vogliamo dirla tutta, ha pure qualche debituccio come quasi tutti gli Italiani oggi, sia privati, sia imprese, a differenza dei Partiti "veri" quelli che partecipano alla greppia dei finanziamenti pubblici sia palesi, che occulti. Allora noi di Nuova Destra Sociale, siamo diventati matti nel difendere tale "gentaccia"? Assolutamente no! Se ci dedichiamo a scrivere questo articolo in difesa dei partiti e delle loro innegabili ruberie è solo per mettere in guardia gli Italiani da quello che ci vorrebbero riservare coloro che hanno interesse a screditare i partiti per prenderne il posto, ovvero i cosiddetti "tecnici" che in pochi mesi hanno già 'procurato innegabili e gravissimi danni al nostro sistema economico e non hanno alcuna intenzione di far sì che le cose migliorino, anzi, dal momento che i loro azionisti di maggioranza, non dovendo rispondere agli elettori, rispondono solo alla propria avidità predatoria. Proviamo quindi a ragionare sulla politica e sui suoi costi, in modo non demagogico e/o populista, ma obiettivo. Cominciamo quindi col porre una domanda; "I Parlamentari sono pagati troppo"? Il 101% degli Italiani sul punto risponderebbe: "Certo!".
Altra domanda: "I Parlamentari rubano o si approfittano del proprio ruolo sì da trarne vantaggi economici?", anche qui la risposta sarebbe plebiscitaria: "Certo!". Qui cominciano però i problemi logici, ed anche pratici, perchè, se i Parlamentari rubano essendo strapagati, per quale motivo dovrebbero diventare puri come gigli, ricevendo magari uno stipendio da 1000 euro al mese come un lavoratore medio qualsiasi? Quindi si comincia a scoprire che lo stipendio dei Parlamentari è, in realtà, un falso problema anche in considerazione delle responsabilità decisionali che un Parlamentare, che voglia fare seriamente il proprio lavoro ha, e che spesso lo costringono ad abbandonare la pratica della sua professione precedente il mandato, magari meglio retribuita della funzione parlamentare stessa, trovandosi fra i banchi di Camera e Senato, spesso, imprenditori o professionisti di successo con introiti da centinaia di migliaia di euro. Altrettanto dicasi dei Partiti. Dal momento che le sedi ed i dipendenti costano, se venisse loro tolto il finanziamento pubblico, siamo certi che essi non diventerebbero, in misura ancor peggiore di quella attuale dei veri e propri terminali di corruzione e/o finanziamenti occulti, con un danno maggiore per la cittadinanza? Che dire poi dei paladini dei tagli dei costi della politica che oggi siedono, peraltro su scranni ministeriali quindi anch'essi pagati da noi Cittadini? L'attuale Presidente del Consiglio, i cui redditi professionali, peraltro, sono superiori a quelli di molti altri Parlamentari, ha fatto il gesto "eroico" di rinunciare allo stipendio per la sua carica. Il "furbetto della poltrona" però si è "dimenticato" di rinunciare allo stipendio di Senatore a Vita (alla faccia del posto fisso che secondo lui sarebbe noioso). Possono, quindi, essere credibili questi supermanager che vorrebbero scaricare addosso ai Partiti le colpe di un dissesto economico provocato in primis, spesso, dagli istituti di (dis)credito che alcuni di essi hanno presieduto? E sul fatto che la crisi sia stata costruita dalle banche non ci piove. Le banche, infatti, per loro natura guadagnano con gli interessi sui prestiti, quindi chi ha interesse, più delle banche, a far indebitare un Paese sovrano? Se così non fosse l'iniezione di liquidità regalata alle banche da un altro superburocrate italiano, oggi loro capo supremo a Bruxelles, sarebbe stata immediatamente messa a disposizione di privati e/o aziende, mentre invece è successo e sta succedendo l'esatto contario, con una stretta creditizia senza precedenti nella storia. E che dire della "bufala" dell'evasione fiscale, agitata come spauracchio per giustificare qualsiasi nefandezza economica e sociale venga decisa dai "tecnici"? In realtà la più grande fonte di evasione fiscale sono le rimesse degli immigrati che vivono e producono in Italia, pagati spesso a nero, che non lasciano niente dei loro guadagni peraltro, appunto, già proventi di evasione fiscale e/o contributiva, o, in altri casi frutto di veri e propri reati (droga, prostituzione et similia) sul territorio.
Il governo Berlusconi (per il quale non nutro particolare simpatia, ma solo pena ed umana pietà per come è finito stritolato dai poteri forti che si era illuso di poter tenere a bada e che l'hanno costretto a farsi da parte dopo averlo usato e rivoltato come un calzino) aveva perlomeno iniziato ad occuparsi di questa vera e propria fuga di capitali all'estero, applicando una tassa del 2% (praticamente ridicola) sulle rimesse all'estero degli immigrati. Era poco, certo, ma, considerando che stime attendibili calcolano che il blocco totale delle rimesse all'estero garantirebbe manovre finanziarie di importo simile a quella varata dal Governo Monti per circa un secolo (sì avete letto bene, un secolo! ovvero 100 anni) si trattava comunque di una boccata d'ossigeno importante per la nostra economia (ovvero due anni di manovra finanziaria senza aumenti di tasse). Bene i nostri "tecnici" hanno tecnicamente pensato di abolire quella tassa, che, poi, altrettanto tecnicamente è stata sostituita con la manovra "ammazza Italia" che abbiamo visto abbattersi pesantemente, come una clava, sulle nostre teste, e che, probabilmente, anche se il sottoscritto non è un tecnico, dovrà essere seguita da un'altra, forse ancora più pesante, visto il ritorno dello Spread, altra formuletta tecnica spacciata per misuratore infallibile del risanamento economico, verso i massimi. E allora, visto che si deve tartassare ancora più forte il popolo bue, raccontiamogli la storiella che i partiti sono tutti cattivi ed i tecnici sono tutti buoni, così, magari, nel 2013, sull'onda della montante antipolitica alla quale è funzionale anche il "Masaniello" Beppe Grillo per dare il colpo di grazia ad una sinistra veramente a corto di idee e di personalità (sulla destra stendiamo un velo pietoso) e in nome del risparmio per far scendere lo Spread, si eliminano anche le elezioni, limitandosi a nominare (Re Napolitano docet) gli strulli di turno, facendoli passare per menti illuminate, pardon tecniche. Ce n'è abbastanza, quindi per lanciare il grido di cui al titolo: "SALVATE IL PARTITO RYAN!"

Luca Monti
Segretario Nazionale di Nuova Destra Sociale

Ultimo aggiornamento (Martedì 17 Aprile 2012 19:24)

 

Recensione di "Dopo l'occidente" di Ida Magli

contributi esterni - recensioni

Dopo l'Occidente

di Ida Magli
ItalianiLiberi | 01.04.2012

La copertina che vedete, cari amici e lettori degli Italiani Liberi, è quella del libro che ho scritto in quest'ultimo periodo e che sarà fra pochi giorni in libreria. Parla di tutti gli argomenti che ci stanno a cuore: di quale sarà il futuro dell'Italia, dell'Europa, dell'Occidente se non riusciremo a riprendere in mano la guida politica del nostro Paese liberandoci dei banchieri che se ne sono impadroniti e che lavorano di concerto con gli altri banchieri - Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale, azionisti privati di tutte le banche del mondo- per eliminare gli Stati nazionali e le rappresentanze parlamentari in modo da avere il campo libero in funzione esclusivamente del potere del denaro, ossia del proprio potere.

Dopo l'Occidente La situazione è quella che stiamo vivendo in Italia in questi giorni, ossia un parlamento che finge di essere vivo, mentre in realtà uccide se stesso e i cittadini che l'hanno eletto. L'Europa è, o sarà presto, tutta nelle nostre stesse condizioni. Io ho soltanto delineato il futuro di un mondo dove la civiltà europea non esisterà più e l'Europa conserverà soltanto il nome geografico ma in realtà sarà abitata da Africani e mediorientali musulmani che, in base alle leggi dell'Antico Testamento e del Corano, distruggeranno tutto quello che ci appartiene: architettura, arte, musica, letteratura, filosofia, diritto, scienza. Ho delineato anche quello che avverrà negli altri paesi più importanti quando l'Europa non ci sarà più: l'impoverimento culturale ed economico dell'America, lo spostarsi verso la Russia e la Cina del centro politico ed economico del mondo, la crisi sempre più grave del cristianesimo e il prevalere dell'islamismo.

Ho ripercorso la storia passata, dai tabù orientali del Sacro all'impurità e all'esclusione delle donne, all'emergere dell'omosessualità nella Chiesa medioevale fino alla crisi letteraria e culturale della Germania e della Russia nella prima metà del '900.

L'ho fatto forse ancora con la speranza di scuotere dall'attuale apatia i cittadini d'Italia e d'Europa; ma soprattutto perchè finalmente divenga chiaro a tutti, attraverso una conoscenza nuova e diversa di quale sia stato l'itinerario del passato, per quale motivo i padroni del denaro hanno bisogno di eliminare coloro che sono stati in grado fino ad oggi di "pensare", di produrre "pensiero"



Ultimo aggiornamento (Lunedì 16 Aprile 2012 15:31)

 
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