Assistiamo, in questi giorni, ad un nuovo attacco mediatico contro il Movimento Ultras Italiano, giustificato dai fatti accaduti domenica scorsa allo stadio di Genova. Lungi, ovviamente, la volontà da parte mia, di giustificare atti violenti od illegali, ma una riflessione su tali fatti è doverosa e necessaria. Anche in questo caso andrò controcorrente, ma ritengo sia necessario farlo per chi si occupa di politica in modo intellettualmente onesto. Veniamo quindi al dunque: Il mondo del calcio (che è bene ricordarlo è solo un gigantesco specchio della società della quale riflette i vizi e le virtù), è alle prese, ormai da anni, con scandali di ampie dimensioni, legati alla disinvoltura finanziaria delle società ed alle scommesse. Tali scandali, rappresentano, soprattutto quelli legati alle scommesse, una vera e propria truffa, anche allo Stato, in quanto veicolano quantità impressionanti di soldi sporchi e falsano le classifiche che ormai vengono decise a tavolino, indipendentemente dai meriti sportivi acquisiti sul campo dalle squadre. Eppure, malgrado la loro evidente gravità, tali scandali, dopo pochi giorni vengono dimenticati dai media, che, invece, non si scordano mai degli ultras, considerati da tutti, il male assoluto del calcio, senza considerare però che sono proprio loro a far girare gli interessi che gravitano intorno al mondo del pallone. Se, infatti, nessuno andasse più allo stadio, facesse gli abbonamenti alle pay tv, comprasse marchandising calcistico e giornali sportivi, che ne sarebbe del calcio? Semplicemente sparirebbe essendo uno spettacolo sostanzialmente effimero. Eppure anche se effimero, il calcio, continua ad attirare milioni di persone che lo rendono vivo con la loro passione per i colori delle proprie squadre e con i sacrifici che fanno, specialmente gli ultras, per seguire sempre ed ovunque la squadra del cuore. E' sbagliato quindi, alla luce di quanto detto sopra che è un dato di fatto innegabile, affermare che le squadre sono degli ultras, che generazione dopo generazione, sono sempre presenti, mentre i presidenti, come i giocatori passano? Evidentemente no! Quindi perchè scandalizzarsi se gli ultras del Genoa, evidentemente seccati per gli scarsi risultati ottenuti dalla propria squadra, senza nessuna violenza, hanno costretto i giocatori a dar loro le maglie, ritenendoli indegni di indossarle? E perchè Sculli, non lo ha fatto? Perchè, e questo conferma la tesi, gli ultras lo considerano, comunque uno di loro, ovvero uno che, non solo gioca nella squadra del Genoa, ma la ama, a differenza dei suoi compagni considerati solo dei mercenari. Mi fanno quindi sorridere tutti i sociologi da salotto che su giornali e televisione parlano di "giocatori umiliati in pubblico". Ma quale umiliazione! Il gesto degli ultras genoani è stato dettato solo dalla voglia di ricordare ai giocatori chi veramente manda avanti il business per cui i giocatori stessi sono pagati, ovvero coloro che vanno allo stadio ed hanno il sacrosanto diritto di incazzarsi se i loro beniamini giocano male. Peraltro tale gesto ha sortito se non altro l'effetto di far sì che dopo la ripresa della partita il Genoa abbia segnato almeno un goal, limitando la vera umiliazione di una sconfitta pesante della squadra. Si può quindi definire quanto accaduto a Genova come una forma di amore estremo per la propria squadra? Sì, e, del resto, è proprio questo il vero significato della parola ultrà (oltre), ovvero quello di un amore estremizzato che va oltre i normali canoni del politicamente o moralmente corretto, che impedisce a tanti esponenti politici (che magari negli anni della loro gioventù facevano ben di peggio, prendendo a sprangate gli avversari o tirando le molotov) di trovare soluzioni al fenomeno che non siano solo ed unicamente repressive, da vero e proprio stato di polizia, con arresti in flagranza differita (fino a 48 - 72 ore dopo il fatto, dov'è la flagranza?), divieto di accesso agli stadi (il famigerato Daspo) emesso senza sentenza di alcun giudice, trasferte vietate in violazione al diritto di libero movimento dei Cittadini sancito dalla Costituzione ed altre amenità varie. Eppure le soluzioni ci sarebbero, ma, come al solito si è abdicato alla legge del libero mercato e si è ridotto anche il calcio, che è qualcosa di metafisico, proprio per le passioni ed i sentimenti che muove, a pura merce, con giocatori, che, sì, sono ben pagati, ma sono anche ostaggi dei procuratori che, per guadagnare di più (si prendono anche il 20-30% dell'ingaggio del calciatore, il che è un vero scandalo perchè guadagnano sul lavoro altrui), li spingono a cambiare squadra ogni anno o quasi, scatenando così reazioni come quelle dei tifosi genoani domenica. La soluzione è semplice e si chiama AZIONARIATO POPOLARE OBBLIGATORIO! Basta con presidenti falsi mecenati, perchè nessuno può essere così ingenuo da credere che imprenditori di livello elevatissimo, si divertano a buttare miliardi di euro nel calcio, senza riceverne niente in cambio, questo poteva succedere nella Firenze dei Medici, non nel XXI secolo. Con l'azionariato popolare obbligatorio, verrebbe finalmente riconosciuto il ruolo di proprietario del tifoso, gli acquisti spregiudicati si limiterebbero a quelli realmente possibili per le casse delle società, le scommesse illegali sparirebbero, perchè essendo azionisti i tifosi ne riceverebbero un danno economico diretto ed i campionati sarebbero più interessanti poichè le squadre, partirebbero, più o meno alla pari (certo quella che ha milioni di tifosi, avrà sempre e comunque più disponibilità economiche di quella che ne ha poche migliaia, ma questo è logico ed ineliminabile). Inoltre, occorre tornare a campionati con meno squadre, proprio per ridurre il fenomeno delle scommesse, poichè con troppe squadre che non hanno più alcun obiettivo da raggiungere la parte finale del campionato è ovviamente esposta a combines da parte dei giocatori di tali squadre. Oltretutto la riduzione del numero di partite giocate favorirebbe anche la salute degli atleti stessi, perchè non si può escludere che la morte del povero Morosini poche settimane fa, possa essere anche il frutto di un superlavoro agonistico che potrebbe aver fatto saltare il suo cuore. Ultima riforma necessaria per il mondo del calcio è poi il ritorno alle partite giocate tutte in contemporanea la domenica pomeriggio. Ciò non per nostalgia dei bei tempi passati, ma proprio per contrastare ogni possibile aggiustamento delle partite stesse, favorito dalla conoscenza del risultato delle dirette antagoniste. Si dirà, "Ma così facendo le società perderebbero i soldi delle pay tv e degli sponsor"! Ma chissenefrega! Rispondo io, tali introiti con l'introduzione dell'azionariato popolare, che come ho già spiegato, ridurrebbe le spese di acquisto ed ingaggio dei calciatori, servirebbero meno e quindi non sarebbero così necessari. Meglio avere uno stadio pieno in Italia che giocare una finale di Supercoppa Italiana a Pechino con omini cinesi messi lì come burattini per tifare a caso per l'una o l'altra squadra, solo perchè il tycoon di turno ha pagato i diritti televisivi per il mercato asiatico. Senza contare che il maggior afflusso di tifosi spingerebbe anche la ripresa economica Italiana, perchè sarebbe probabilmente necessario ricostruire tutti gli stadi Italiani con un contributo importante quindi al settore edilizio ed al suo indotto.
Luca Monti Segretario Nazionale Nuova Destra Sociale Ultimo aggiornamento (Giovedì 26 Aprile 2012 09:53)

Come ogni anno, con l'inizio della bella stagione, ricomincia l'attività del "Rifugio delle Aquile" il nostro circolo ricreativo indipendente, dove, immersi nel verde delle colline fiorentine, i giovani delle Tigri Italiane, e non solo, possono divertirsi in allegria tra tornei di varie discipline ludico-sportive, e ristorarsi con panini, primi piatti, aperitivi e bibite varie, aiutando così le stesse Tigri Italiane a mantenersi in vita per poter continuare le proprie attività politico-culturali alternative a quelle portate avanti dalla cultura "politicamente corretta" che vorrebbe i giovani tutti uguali nel modo di vestire, di mangiare e di divertirsi. Attenzione però, noi non siamo Casa Pound (che peraltro rispettiamo, ma dalla quale ovviamente divergiamo) e quindi le nostre attività non possono definirsi futuriste, poichè non abbiamo la pretesa di costruire il futuro, ma l'orgoglio di viverlo, tramandando nel presente il passato, senza il quale il futuro stesso non avrebbe senso. In questo concetto ci ispiriamo a Giano, il dio dei Romani, che, non a caso, era bifronte, proprio per poter contemplare il passato ed il futuro, vivendo il presente. Chi ci verrà a trovare, quindi, (ri)proverà il piacere di giocare a Risiko, a Subbuteo, a Scacchi, a Freccette (quelle con le punte metalliche, non le anonime elettroniche) e di leggere buoni libri (non necessariamente di politica), il tutto in compagnia di Camerati e nella contemplazione della natura che già di per sè è un valore aggiunto in una città come Firenze, dove, malgrado da tempo immemore, comandi la sinistra, che da sempre si proclama ambientalista, si continuano ad abbattere alberi per costruire ecomostri e/o inutili opere pubbliche quali la tramvia. Vi aspettiamo numerosi e vi terremo informati sulle attività della stagione primavera-estate 2012. Nobis! Sursum Corda!
Questo articolo ha un titolo ad effetto e strano, cercherò quindi di spiegarlo. Si tratta, infatti di una difesa della cosiddetta partitocrazia, o meglio della difesa della funzione politica e decisionale dei Partiti. Detta così sembrerebbe una cosa ovvia, per quale motivo, infatti, un Partito come Nuova Destra Sociale, dovrebbe scrivere contro altri Partiti? In realtà Nuova Destra Sociale, è sì un Partito, ma è anche e soprattutto una vera forza popolare che non vive di finanziamenti pubblici e/o privati, nè palesi, nè occulti, anzi se vogliamo dirla tutta, ha pure qualche debituccio come quasi tutti gli Italiani oggi, sia privati, sia imprese, a differenza dei Partiti "veri" quelli che partecipano alla greppia dei finanziamenti pubblici sia palesi, che occulti. Allora noi di Nuova Destra Sociale, siamo diventati matti nel difendere tale "gentaccia"? Assolutamente no! Se ci dedichiamo a scrivere questo articolo in difesa dei partiti e delle loro innegabili ruberie è solo per mettere in guardia gli Italiani da quello che ci vorrebbero riservare coloro che hanno interesse a screditare i partiti per prenderne il posto, ovvero i cosiddetti "tecnici" che in pochi mesi hanno già 'procurato innegabili e gravissimi danni al nostro sistema economico e non hanno alcuna intenzione di far sì che le cose migliorino, anzi, dal momento che i loro azionisti di maggioranza, non dovendo rispondere agli elettori, rispondono solo alla propria avidità predatoria. Proviamo quindi a ragionare sulla politica e sui suoi costi, in modo non demagogico e/o populista, ma obiettivo. Cominciamo quindi col porre una domanda; "I Parlamentari sono pagati troppo"? Il 101% degli Italiani sul punto risponderebbe: "Certo!". Altra domanda: "I Parlamentari rubano o si approfittano del proprio ruolo sì da trarne vantaggi economici?", anche qui la risposta sarebbe plebiscitaria: "Certo!". Qui cominciano però i problemi logici, ed anche pratici, perchè, se i Parlamentari rubano essendo strapagati, per quale motivo dovrebbero diventare puri come gigli, ricevendo magari uno stipendio da 1000 euro al mese come un lavoratore medio qualsiasi? Quindi si comincia a scoprire che lo stipendio dei Parlamentari è, in realtà, un falso problema anche in considerazione delle responsabilità decisionali che un Parlamentare, che voglia fare seriamente il proprio lavoro ha, e che spesso lo costringono ad abbandonare la pratica della sua professione precedente il mandato, magari meglio retribuita della funzione parlamentare stessa, trovandosi fra i banchi di Camera e Senato, spesso, imprenditori o professionisti di successo con introiti da centinaia di migliaia di euro. Altrettanto dicasi dei Partiti. Dal momento che le sedi ed i dipendenti costano, se venisse loro tolto il finanziamento pubblico, siamo certi che essi non diventerebbero, in misura ancor peggiore di quella attuale dei veri e propri terminali di corruzione e/o finanziamenti occulti, con un danno maggiore per la cittadinanza? Che dire poi dei paladini dei tagli dei costi della politica che oggi siedono, peraltro su scranni ministeriali quindi anch'essi pagati da noi Cittadini? L'attuale Presidente del Consiglio, i cui redditi professionali, peraltro, sono superiori a quelli di molti altri Parlamentari, ha fatto il gesto "eroico" di rinunciare allo stipendio per la sua carica. Il "furbetto della poltrona" però si è "dimenticato" di rinunciare allo stipendio di Senatore a Vita (alla faccia del posto fisso che secondo lui sarebbe noioso). Possono, quindi, essere credibili questi supermanager che vorrebbero scaricare addosso ai Partiti le colpe di un dissesto economico provocato in primis, spesso, dagli istituti di (dis)credito che alcuni di essi hanno presieduto? E sul fatto che la crisi sia stata costruita dalle banche non ci piove. Le banche, infatti, per loro natura guadagnano con gli interessi sui prestiti, quindi chi ha interesse, più delle banche, a far indebitare un Paese sovrano? Se così non fosse l'iniezione di liquidità regalata alle banche da un altro superburocrate italiano, oggi loro capo supremo a Bruxelles, sarebbe stata immediatamente messa a disposizione di privati e/o aziende, mentre invece è successo e sta succedendo l'esatto contario, con una stretta creditizia senza precedenti nella storia. E che dire della "bufala" dell'evasione fiscale, agitata come spauracchio per giustificare qualsiasi nefandezza economica e sociale venga decisa dai "tecnici"? In realtà la più grande fonte di evasione fiscale sono le rimesse degli immigrati che vivono e producono in Italia, pagati spesso a nero, che non lasciano niente dei loro guadagni peraltro, appunto, già proventi di evasione fiscale e/o contributiva, o, in altri casi frutto di veri e propri reati (droga, prostituzione et similia) sul territorio. Il governo Berlusconi (per il quale non nutro particolare simpatia, ma solo pena ed umana pietà per come è finito stritolato dai poteri forti che si era illuso di poter tenere a bada e che l'hanno costretto a farsi da parte dopo averlo usato e rivoltato come un calzino) aveva perlomeno iniziato ad occuparsi di questa vera e propria fuga di capitali all'estero, applicando una tassa del 2% (praticamente ridicola) sulle rimesse all'estero degli immigrati. Era poco, certo, ma, considerando che stime attendibili calcolano che il blocco totale delle rimesse all'estero garantirebbe manovre finanziarie di importo simile a quella varata dal Governo Monti per circa un secolo (sì avete letto bene, un secolo! ovvero 100 anni) si trattava comunque di una boccata d'ossigeno importante per la nostra economia (ovvero due anni di manovra finanziaria senza aumenti di tasse). Bene i nostri "tecnici" hanno tecnicamente pensato di abolire quella tassa, che, poi, altrettanto tecnicamente è stata sostituita con la manovra "ammazza Italia" che abbiamo visto abbattersi pesantemente, come una clava, sulle nostre teste, e che, probabilmente, anche se il sottoscritto non è un tecnico, dovrà essere seguita da un'altra, forse ancora più pesante, visto il ritorno dello Spread, altra formuletta tecnica spacciata per misuratore infallibile del risanamento economico, verso i massimi. E allora, visto che si deve tartassare ancora più forte il popolo bue, raccontiamogli la storiella che i partiti sono tutti cattivi ed i tecnici sono tutti buoni, così, magari, nel 2013, sull'onda della montante antipolitica alla quale è funzionale anche il "Masaniello" Beppe Grillo per dare il colpo di grazia ad una sinistra veramente a corto di idee e di personalità (sulla destra stendiamo un velo pietoso) e in nome del risparmio per far scendere lo Spread, si eliminano anche le elezioni, limitandosi a nominare (Re Napolitano docet) gli strulli di turno, facendoli passare per menti illuminate, pardon tecniche. Ce n'è abbastanza, quindi per lanciare il grido di cui al titolo: "SALVATE IL PARTITO RYAN!"
Luca Monti Segretario Nazionale di Nuova Destra Sociale Ultimo aggiornamento (Martedì 17 Aprile 2012 19:24)
Dopo l'Occidente
di Ida Magli ItalianiLiberi | 01.04.2012
La copertina che vedete, cari amici e lettori degli Italiani Liberi, è quella del libro che ho scritto in quest'ultimo periodo e che sarà fra pochi giorni in libreria. Parla di tutti gli argomenti che ci stanno a cuore: di quale sarà il futuro dell'Italia, dell'Europa, dell'Occidente se non riusciremo a riprendere in mano la guida politica del nostro Paese liberandoci dei banchieri che se ne sono impadroniti e che lavorano di concerto con gli altri banchieri - Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale, azionisti privati di tutte le banche del mondo- per eliminare gli Stati nazionali e le rappresentanze parlamentari in modo da avere il campo libero in funzione esclusivamente del potere del denaro, ossia del proprio potere.
La situazione è quella che stiamo vivendo in Italia in questi giorni, ossia un parlamento che finge di essere vivo, mentre in realtà uccide se stesso e i cittadini che l'hanno eletto. L'Europa è, o sarà presto, tutta nelle nostre stesse condizioni. Io ho soltanto delineato il futuro di un mondo dove la civiltà europea non esisterà più e l'Europa conserverà soltanto il nome geografico ma in realtà sarà abitata da Africani e mediorientali musulmani che, in base alle leggi dell'Antico Testamento e del Corano, distruggeranno tutto quello che ci appartiene: architettura, arte, musica, letteratura, filosofia, diritto, scienza. Ho delineato anche quello che avverrà negli altri paesi più importanti quando l'Europa non ci sarà più: l'impoverimento culturale ed economico dell'America, lo spostarsi verso la Russia e la Cina del centro politico ed economico del mondo, la crisi sempre più grave del cristianesimo e il prevalere dell'islamismo.
Ho ripercorso la storia passata, dai tabù orientali del Sacro all'impurità e all'esclusione delle donne, all'emergere dell'omosessualità nella Chiesa medioevale fino alla crisi letteraria e culturale della Germania e della Russia nella prima metà del '900.
L'ho fatto forse ancora con la speranza di scuotere dall'attuale apatia i cittadini d'Italia e d'Europa; ma soprattutto perchè finalmente divenga chiaro a tutti, attraverso una conoscenza nuova e diversa di quale sia stato l'itinerario del passato, per quale motivo i padroni del denaro hanno bisogno di eliminare coloro che sono stati in grado fino ad oggi di "pensare", di produrre "pensiero"
Ultimo aggiornamento (Lunedì 16 Aprile 2012 15:31)
|